Mostra contenuti secondari Nascondi contenuti secondari

NONNO PACO

Immersi nel verde...ad un passo dal mare.

La Casetta di Alice è la nuova struttura nata nel B&B Nonno Paco. Piccola baita di montagna, con soffitto in legno di castagno, è un caldo ed accogliente monolocale in grado di ospitare 2 persone in doppia; inoltre è dotato di divano letto. ottimo per piccoli nuclei familiari.

".. io scelgo Nonno Paco perchè qui posso venire in vacanza con i miei padroni!!

'.. io scelgo Nonno Paco perchè qui posso venire in vacanza con i miei padroni!!

Vacanze e relax - mare e collina - Cosa chiedere di più...

struttura completamente indipendente, in grado di ospitare quattro persone.

l'intenso verde della collina di Casarza Ligure, paesino alle porte di Sestri Levante, vi farà vivere un "incontro ravvicinato" con la natura, ma allo stesso tempo vi permetterà di raggiungere le spiagge di Sestri Levante in soli 5/8 minuti di macchina.

 

Vacanze serene per svuotare il serbatoio dello stress.

vi aspettiamo se siete in cerca di semplicità e cortesia.

Sestri levante - Lavagna e Chiavari

La Liguria, terra di antiche tradizioni marinare e contadine.

la splendida cornice delle colline liguri che affondano le loro radici nel mare.

Nonno Paco è la"base" ideale per organizzare la propria vacanza con un infinità di cose da scoprire.

Sestri Levante-

A pochi km (3) entriamo in Sestri Levante, con la sua famosissima Baia del Silenzio, incantevole perla incastonata tra le rocce della costa ligure http://www.comune.sestri-levante.ge.it. le ricorrenze più interessanti sono il Premio Andersen e la Barcarolata. sul sito del comune potrete trovare tutte le informazioni necessarie. la particolarità di sestri levante è l?"isola", così chiamata dai residenti. in realtà è una penisola che comunica con la terra ferma grazie all'istmo creatosi nei millenni grazie al paziente lavoro del torrente Gromolo.

 l'istmo è il cuore di sestri levante con il suo Carrugio, ricco di negozi, bar, gelaterie e ristoranti caratteristici

 

Lavagna -

a circa 7 km inizia il comprensorio di Lavagna, suddiviso in Cavi Borgo, la litoranea di Cavi di Lavanga e Lavagna stessa. i carugi del centro storico e 5 km di spiaggia vi accoglieranno per trascorrere piacevoli e soprattutto fresche giornate estive.

da non perdere la tradizionale " Torta dei Fieschi", dal 14 agosto del  1230, si ripete la ricorrenza delle nozze  tra il conte Opizzo Fiesco e la nobildonna senese Bianca de' Bianchi  www.tortadeifieschi.it/ . oltre alla sontuosa sfilata dei costumi dell'epoca, la festa si protrae con maschietti e femminucce che acquistano biglietti dagli appositi botteghini, per poi lanciarsi in una folla di gente festosa che urlando a squarcia gola il nome del corrispondente compagno/a. una volta individuato, ci si reca al centro della piazza per reclamare una fetta della gigantesca (e buonissima) torta.

 

Chiavari - cittadina senz'altro la più importante del Tigullio, si distingue per i caratteristici carrugi che la attraversano. Bella e signorile. 

MOSTRA MERCATO DELL’ANTIQUARIATO DI CHIAVARI Chiavari ospita ogni seconda domenica del mese e il sabato che la precede, la Mostra Mercato dell'Antiquariato. Sono numerosi gli espositori provenienti dal centro e nord Italia, ma non solo, infatti, la manifestazione vanta la presenza di alcuni espositori stranieri provenienti da Francia e Germania. E’ una delle più importanti manifestazione del genere in Liguria. La Mostra mercato dell'antiquariato di Chiavari nasce nel 1984 e a quella prima edizione sono seguite, in un crescendo di popolarità, tutte le altre fino ad oggi, contribuendo in maniera significativa alla scoperta e alla valorizzazione del centro storico di Chiavari, che si è trasformato, anche grazie a questa manifestazione, in un polo di attrazione di eccellente qualità riconosciuto a livello nazionale. Antiquari, rigattieri o semplici robivecchi animano le vie del centro storico per due giorni interi durante tutto l’arco dell’anno e, grazie alla presenza dei caratteristici portici, è possibile godersi l'esposizione anche nelle giornate di maltempo. E’ inoltre possibile visitare i negozi del centro storico che sono aperti anche la domenica proprio in concomitanza della Mostra Mercato dell'Antiquariato. Sulle bancarelle si può trovare merce di ogni genere: dai piccoli soprammobili di poco valore a preziosi mobili del Settecento. Si ammirano anche cassapanche, stipi e tavoli dell’Ottocento di buona qualità; qualche inferriata e le famose e leggerissime sedie di Chiavari. Tra gli oggetti degni di osservazione si trovano cavatappi degli ultimi due secoli, piatti e ceramiche decorate di Albisola degli anni Cinquanta e, con uno sguardo attento, si possono scoprire originalissimi capi di biancheria antica e preziosi macramè, oppure oggetti provenienti dalla vita marinara come le tipiche lampade stagne. Importante è la presenza di librai professionisti che espongono edizioni dell'Ottocento e della prima metà del Novecento, oltre a stampe antiche, come le splendide vedute di città italiane di epoca ottocentesca o le tavole botaniche ed infine, le originali carte geografiche alcune delle quali molto antiche. Interessanti per i collezionisti del genere, l’esposizione di bambole, alcune della fine del XIX secolo con il corpo in biscuit, altre in celluloide anni Trenta e Quaranta vestite degli abiti originali. Notevole anche la varietà di oggetti di modernariato, radio e televisori Brionvega, vasi e soprammobili in plexiglas e alluminio dai colori decisi e dalle forme arrotondate. Severa regola degli organizzatori del Mercatino è che la merce in vendita dovrà essere effettivamente di antiquariato e comunque prodotta non meno di trent'anni or sono. L'orario del Mercatino è il seguente: 8,00 - 20,00 8,00 - 23,00 luglio e agosto

Riomaggiore, Corniglia, Manarola, Vernazza, Monterosso - LE CINQUE TERRE -

Le Cinque Terre sono una delle aree mediterranee naturali più incontaminate della Liguria e della costa Tirrena. Cinque miglia di costa rocciosa racchiuse da due promontori, cinque paesini arroccati su speroni di pietra in minuscole insenature, per la loro storia e la loro posizione, le Cinque Terre non hanno subito un’espansione edilizia massiva. La viticoltura, tipica della zona, ha contribuito a creare un paesaggio unico al mondo con i tipici muri a secco, caratteristici delle colline a strapiombo sul mare cristallino con baie, anfratti ed incantevoli spiaggette tra gli scogli.Non solo mare, le Cinque Terre offrono sentieri sui colli percorribili a piedi, passeggiate tra i borghi, gite in barca, visite a santuari, una cucina e vini di prima qualità. Le Cinque Terre sono Parco Nazionale e dal 1997 Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco. Le Cinque Terre sono un regno di natura e profumi selvaggi, conservatosi com'era in passato. Riomaggiore, Corniglia, Manarola, Vernazza, Monterosso, sono i cinque paesi che formano le Cinque Terre, sospesi tra mare e terra, aggrappati su scogliere a strapiombo.

MONTEROSSO al Mare è il paese più occidentale delle Cinque Terre. A ridosso di colline coltivate a vite ed olivo, Monterosso ha stupende spiagge, scogliere a picco e acque cristalline. La torre Aurora, sopra il colle di San Cristoforo, separa il borgo antico medievale, sviluppatosi lungo le sponde del torrente Branco, ora coperto, da quello moderno e residenziale che si estende lungo la spiaggia. Monterosso Vecchio è dominata dalla mole dei resti del castello obertengo a strapiombo sul mare, le tipiche case-torri attraversate da stretti carruggi. Nella chiesa di San Francesco sono custodite importanti opere tra cui la Crocifissione, da molti attribuita al Van Dyck. Nel XVI secolo Monterosso era cinta da ben tredici torri, della quali restano tre torri rotonda nel castello, la torre medievale, oggi campanile della chiesa di San Giovanni, e la torre Aurora. La spiaggia di Monterosso è la più estesa delle Cinque Terre e perciò il paese ha una vocazione prettamente turistica. Monterosso ha la maggior ricettività alberghiera delle Cinque Terre e della riviera del levante spezzino. Da segnalare i carruggi del paese vecchio. 

VERNAZZA fu fondata intorno all’anno Mille. Il suo nome deriva dalla "Gens Vulnetia", antica famiglia romana alla quale appartenevano gli schiavi che, una volta liberati, fondarono il paese. Un tempo più prospera degli altri paese delle Cinque Terre, Vernazza ospita elementi architettonici di pregio, come logge, porticati, portali. Il borgo, nobile ed elegante, si sviluppa lungo il torrente Vernazzola, ora coperto, arroccandosi sulle pendici di uno sperone roccioso. Percorsa da ripide e strettissime viuzze che scendono verso la strada principale che finisce in una piazzetta situata di fronte al porticciolo, Vernazza è punteggiata da costruzioni difensive, case-torri, il Torrione e il castello dei Doria, símbolo dell’importanza economica avuta nell’antichità e protetta dai Genovesi contro i Saraceni e le invasioni barbariche.

CORNIGLIA Corniglia Le origini di Corniglia risalgono all'epoca romana, come dimostra il nome, da "Gens Cornelia", famiglia romana padrona del luogo. Corniglia si trova su un promontorio roccioso a picco sul mare, alto un centinaio di metro, dal quale si possono ammirare tutti gli altri quattro borghi delle Cinque Terre. Per arrivarci bisogna salire la caratteristica 'Lardarina', una lunga scalinata di mattoni formata da 33 rampe e 377 gradini oppure la strada carrozzabile che dalla ferrovia conduce al paese. Più legato al territorio che al mare, Corniglia ha vocazione agricola ed ha una tipologia urbana simile a quella dei centri rurali dell'entroterra, con case più basse, sopraelevate solo recentemente. Il borgo si sviluppa lungo via Fieschi, con le case affacciate sulla via da un lato e dall'altro guardando il mare. Rimangono i ruderi di una rocca risalente al 1556, su una rupe a strapiombo sul mare. La chiesa parrocchiale di San Pietro è una bellísima testimonianza gotico-ligure delle Cinque Terre, edificata nel 1334 sui resti di una cappella del XI secolo.

MANAROLA ha origini molto antiche, fondato dagli abitanti dell'insediamento, forse romano, di Volastra. Il suo nome deriva dal latino "Manium arula", cioè tempietto dedicato ai Mani, ma le informazioni storiche finiscono qui per mancanza di fonti precise. Come gli altri paesi delle Cinque Terre, a Manarola è formata da case-torri arroccate su uno scosceso promontorio di roccia scura, con il porto racchiuso tra questo e lo sperone dove si trova il cimitero. Il borgo si struttura attorno al corso principale, ora coperto del torrente Groppo. Parallelamente si trova la via di Mezzo, che un tempo rivestiva grande importanza nel borgo prima della copertura del torrente, mentre a monte dell'abitato si trova la piazza in cui sono concentrati gli edifici religiosi, tra cui la chiesa di San Lorenzo in stile gotico, l’oratorio del Disciplinati e la torre campanaria. Curiosa è la piramide bianca in cemento che spunta tra le case, segnale trigonometrico per i naviganti. Si può godere la natura con piacevoli passeggiate rilassanti alla portata di tutti, soprattutto la Via dell'Amore, che unisce Manarola e Riomaggiore, una strada tagliata nella roccia a picco sul mare.

RIOMAGGIORE  è la più orientale delle Cinque Terre, primo borgo che si incontra arrivando da La Spezia, situato nella stretta valle del torrente Rivus Maior, ora coperto. Strutturato a gradoni come i borghi situati in valli torrentizie il paese risale secondo la tradizione all'VIII secolo, fondato da un gruppo di profughi greci in fuga dalla persecuzione iconoclasta di Leone III l'Isaurico. Le abitazioni, tinteggiate con i tipici colori liguri, seguono lo schema delle case-torri, sviluppate in altezza su tre o quattro piani, legate le une alle altre in schiere parallele. L'accesso alle case è possibile oltre che dall'ingresso principale, dal retro all'altezza dei piani superiori. Nella parte alta si trova la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, costruita nel 1340 per ordine del vescovo di Luni. L'oratorio dei Disciplinati è del XVI secolo, mentre dalla parte opposta in posizione elevata vi sono i resti del castello del XV-XVI secolo. A Riomaggiore ha inizio la Via dell’Amore, fino a Manarola, una strada pedonale molto suggestiva, dove si ammirano splendidi paesaggi, tra il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli e l’aria salmastra.

Rapallo

Situata al centro del Golfo del Tigullio, Rapallo deve alla sua posizione invidiabile la nascita di un turismo iniziato nella seconda metà dell’Ottocento e proseguito fino ad oggi grazie alla fama di cittadina turistica completa ed accogliente. Incastonata tra le verdi coste del Promontorio di Portofino e le scogliere rocciose che la dividono da Zoagli, regala scorci di grande bellezza dalle sue rive e dalle graziose frazioni collinari che la circondano ed offre piacevoli passeggiate ed una ricca rete di sentieri escursionistici. Alle spalle dell’abitato, il Santuario di N.S. di Montallegro è meta di pellegrinaggi da ogni parte d’Italia ed è raggiungibile da una funivia, che è l’unica in tutta la Liguria, da cui si gode un panorama mozzafiato sull’intero Golfo. Lo scenografico Lungomare Vittorio Veneto, con la lunga fila di palme ed i dehors dei locali che si affacciano sulla via, è il salotto buono di una cittadina che vive in ogni stagione grazie anche ad un fitto tessuto sociale e commerciale. Il centro storico di origine medioevale, offre la possibilità di uno shopping di livello nei numerosi negozi e di visite culturali ad interessanti monumenti: l'Antico Castello sul mare, la Torre civica, la Basilica, il Monastero delle Clarisse e, nei dintorni, i ruderi dell' Abbazia di Valle Christi A turisti e residenti Rapallo offre anche molteplici attività culturali: l'Accademia Culturale, la Biblioteca Internazionale, il Museo del Merletto ed il Museo Gaffoglio, con i concerti, le conferenze e le mostre che si svolgono durante tutto l’anno, stimolano la partecipazione ad una vita di società vivace e mai banale. Completano l’offerta i numerosi impianti sportivi, adatti ad ogni esigenza, a partire dal prestigioso campo golf a 18 buche e dal complesso natatorio, fino a campi e palestre per ogni disciplina, mantenuti vivi da molte associazioni sportive. Un prestigioso porto turistico, strutture ricettive tra cui 40 alberghi, 2 campeggi, 4 agriturismi, più di 60 ristoranti, una dozzina di stabilimenti balneari, oltre a numerosi bar e locali, sono i numeri di un’accoglienza attiva tutto l’anno, grazie al clima mite che rende piacevole il soggiorno anche nei mesi invernali, offrendo un angolo di paradiso a pochi chilometri dalle nebbie padane. 

Santa Margherita Ligure

A Santa Margherita è possibile godere di paesaggi marini e collinari di suggestiva bellezza. Santa Margherita Ligure è situata sulla Riviera di Levante della Liguria, nella parte orientale del Promontorio di Portofino e nella parte più interna del Golfo del Tigullio. L’abitato, che dista circa 35 km da Genova, è circondato da colline ricoperte di vegetazione mediterranea sulle quali si trovano ville e giardini con vista sulla Costa dei Delfini, che unisce la città a Portofino. Il porto è utilizzato per l’ormeggio, accanto ai tradizionali pescherecci, di lussuose imbarcazioni; esso è anche sede di importanti attività legate agli sport del mare (vela, canottaggio e subacquea) e di eventi mondani legati alle grandi regate internazionali ospitate. Il paesaggio - preservato per quanto è possibile dalle alterazioni più gravi dell’espansione edilizia - racconta l’intera storia della città e di una collettività operosa e tenace. Questo aspetto si intuisce nel ciclopico lavoro di terrazzamento dei terreni acclivi per sfruttare intensamente la coltura dell’ulivo, ma anche negli acciottolati delle vie che si inerpicano per i pendii e nei frantoi e casolari superstiti.

Portofino

Le origini di Portofino si perdono nella più remota antichità: c’è chi lo vuole di origine fenicia, chi di origine greca, chi solamente romana. Ma è probabile che la sua nascita risalga alla protostoria, poiché non è pensabile un luogo così riparato dai venti e dal mare senza alcun insediamento umano. E se i fattori geografici favorirono il sorgere dei primi nuclei abitati, questi stessi fattori hanno contribuito a rendere Portofino un centro turistico conosciuto in tutto il mondo. L’antico “Portus Delphini” ricordato da Plinio, ha origini molto remote, legate alla sua ubicazione che lo rendeva un sicuro approdo per le navi. La sua posizione e la natura incantevole attrassero non solo l’attenzione di Plinio, che le descrisse nell’itinerario ligure, ma anche quella dei cartografi e dei geografi dell’antichità quali Pomponio Mela e l’Anonimo Ravennate. L’Itinerarium Maritimum, un portolano del III secolo D.C., considerato il più antico documento di questo genere, fa menzione di “Portus Delphini”. Con la romanizzazione della Liguria, Portofino divenne colonia romana per poi passare sotto la giurisdizione degli imperatori del Sacro Romano Impero nell’Alto Medioevo. Nel secolo X divenne proprietà dell’abbazia di San Fruttuoso, sottraendosene poi nel 1175, quando i diritti sul borgo vennero acquistati dai consoli di Rapallo per 70 lire genovesi. Dal cronista pisano Bernardo Marangone apprendiamo che nel 1072 i suoi concittadini, armate diverse galere, andarono all’assalto del borgo, rimediando una dura sconfitta. Nel 1425 il paese fu in possesso di Tommaso Campofregoso. Il dominio di questa famiglia non si protrasse però a lungo: già nel 1430 i genovesi, alla guida di Francesco Spinola, si impossessarono di Portofino e vi rimasero per quindici anni; nel 1445 infatti, Giovanni Antonio Fieschi, in aperta ostilità con la Repubblica di Genova, occupò Portofino e vi esercitò il suo potere. Questa occupazione doveva avere carattere dimostrativo perché il Fieschi, in breve tempo e volontariamente, restituì il paese a Genova. Nel 1459 un altro Fregoso, Pietro, riprese il borgo alla Repubblica. Ma anche stavolta il dominio fu di breve durata. Nel 1513 gli Adorno e i Fieschi, appoggiati militarmente dal duca di Milano Francesco Sforza e da truppe svizzere, occuparono il borgo. La Repubblica riuscì tuttavia, con un’azione affidata a 4000 fanti, fra mercenari e genovesi, a rientrare in possesso del paese, sconfiggendo anche i valorosi uomini di Andrea Doria che l’ammiraglio aveva sbarcato dalle sue galere in aiuto di Filippino Fieschi, comandante della fortezza portofinese. Andrea Doria non dimenticò però la sconfitta, e nel 1527, tornò nelle acque del Tigullio dove dopo una lunga battaglia contro le milizie dogali, riuscì ad impadronirsi del paese. Nel 1554, affidandosi alla direzione del milanese Gian Maria Olgiato, la Repubblica di Genova fece rimodernare il sistema difensivo di Portofino, ed in particolare la fortezza di San Giorgio. La storia successiva di Portofino si identifica con quella di Genova. Nel 1814 il piccolo borgo di pescatori fece da sfondo ad un duro scontro fra inglesi e truppe napoleoniche, scacciate, queste ultime, dal castello nel quale si erano asserragliate. Le uniche conquiste che il più famoso borgo del Tigullio dovette subire, furono quelle da parte del movimento turistico internazionale che con il costante favore accordato a Portofino gli hanno fatto guadagnare l’appellativo di “Perla del mondo”.